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  • Autore: SUSANNA
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LESBICA PER NECESSITA'

XXXXXXXXXXXX STORIE DI VITA LESBO UTENTE: SUSANNA STORIE DI VITA - LESBO LESBICA PER NECESSITA' Mii sono separata da mio marito due anni fa. Non sapevo a quale avvocato rivolgermi e, un'amica in cattiva fede, mi ha consigliato Marina *******, feroce persecutrice di uomini e mariti. Godeva della fama di essere invincibile e spietata, ti faceva ottenere il massimo degli alimenti e sicuramente l'usufrutto della casa, anche se di esclusiva proprietà del marito. Purtroppo, noi non abbiamo figli, ed anche per questo il nostro rapporto si è logorato. Nessun astio o rancore particolare, solo una reciproca saturazione della pazienza e della tolleranza indispensabili nel vivere insieme. L'ho incontrata per la prima volta e mi ha fatto subito una brutta impressione. Saccente, viscida, antipatica e brutta oltre ogni immaginazione. Capelli sporchi, viso grasso e brufoloso, corpo chiattto e tendente all'obeso. Quella che gli uomini (ma anche le donne definirebbero un vero e proprio cesso". Si è vantata delle innumerevoli cause vinte e mi ha fatto presente che il patrocinio gratuito, con lei, non era possibile. Voleva dei soldi, tanti soldi, e non solo quelli. Me ne sarei accorta subito dopo. Mi ha accompagnato in una saletta tipo ambulatorio ed ha chiuso la porta a chiave. Ero perplessa. - Perchè ha chiuso a chiave? - Tranquilla... è una precauzione contro i nemici... - Quali nemici? - E me lo chiedi? Tuo marito, lui è il nostro nemico numero uno! - Ma veramente... - Poche storie! Io ti farò vincere la causa, ma tu dovrai fare come dico io. Ha estratto una bottiglia di prosecco e due bicchieri di platica dall'armadietto frigo delle medicine ed abbiamo brindato alla vittoria. Erano solo le 11.45 di mattina, e due bicchieri di vino mi hanno un po' stordito. MI sentivo stanca, stanchissima, mi sono addormentata senza volere e lei mi ha coricato sul lettino da medico. Ero confusa, eppure contenta, mi piaceva sentirmi coccolata da qualcuno, mio marito non lo faceva piìù da anni. Con il pretesto di farmi respirare meglio, mi ha spogliato lentamente e mi ha accrezzato il viso ed i capelli. Poi mi ha baciato il seno e, sempre con la lingua, è scesa giù, sempre piìù giù., Se devo essere sincera, non mi sono opposta, l'ho lasciata fare perchè mi piaceva. Mi ha masturbato e poi mi ha leccato la vagina con sapienza, ubo, due, tre orgasmi, fino a renderla così unta da gocciolare. Mentre io riprendevo fiato, si è denudata completamente ed ha estratto un oggetto strano da un cassetto. Solo quando l'ha indossato ho realizzato che cos'era: una mutanda in lattice con un grosso cazzo eretto di plastica davanti per simulare la penetrazione. Ma munito di un dispositivo per stimolare il clitoride di chi spingeva. L'ho vista così, nuda, bruttissima, con le tette flaccide che lambivano l'ombelico, dal quale scendeva una striscia di fitti peli neri che, attraversando la pancia gonfia, raggiungevano un pube maleodorante e così folto da invadere anche l'ìinguine senza ritegno. Mi è montata sopra, mi ha leccato il collo e mi ha infilato il pene di plastica in vagina facendo finta di essere un uomo Spingeva con forza e diceva frasi volgari tipo: "Dì la verità, gli uomini non sanno fare quello che ti faccio io", "Sei una lesbica puttana e non sapevi di esserlo, vero?". Il giochino cominciava a diventare pesante, perciò ho aspettato che godesse ed ho inventato una scusa per andarmene in fretta. - E' stato bellissimo, ma adesso devo pranzare ed andare in banca per il tuo acconto... Era soddisfatta, felice del suo ruolo e sicura di avermi in pugno come tutte le altre che aveva sedotto nei 20 anni di carriera forense. Ho preso il mio bicchiere fingendo di bere i rimasugli di prosecco e sono uscita dagli uffici sorridendo. Sospettavo qualcosa e l'ho consegnato ad un'amica che lavora nel laboratorio di tossicologia dell'ospedale. Avevo ragione. Il prosecco era adulterato da una discreta dose di flunitrazepam un potente ipnotico che induce al sonno ed all'annebbiamento dei ricordi. L'ho denunciata ai carabinieri e non le ho dato nemmeno un centesimo. Il fatto ha scatenato un certo scalpore e molte altre donne hanno seguito il mio esempio. Io invece sono diventata bisex. Però, da allora, prima di fare sesso, non accetto mai alcolici, bibite o altro.

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