• Pubblicata il:
  • Autore: FEDERICO AMARCORD
  • Categoria: Racconti etero
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LA PROF. IRLANDESE - primo tempo

LA PROF. IRLANDESE - primo tempo

L'agenzia di Rimini per cui lavoravo mi aveva licenziato perciò, per risparmiare sull'affitto, mi sono trasferito a Bellaria. Era ottobre, e gli appartamenti te li tiravano dietro.
Il giono in cui sono arrivatomi, nell'appartamento di fianco al mio, è arrivata anche una prof irlandese di 40 anni. L'ho aiutata a portare dentro le valige e ci siamo presentati. Abitavamo nello stesso edificio in Via Trieste, facevamo entrambi avanti ed indietro per Rimini (lei insegnava l'inglese in una scuola privata, io cercavo un nuovo lavoro), lei era reduce da un matrimonio fallito ed io da un lavoro fallito. Con tante coincidenze era inevitabile fraternizzare.
Si chiamava Ketty e, come spesso accade alle persone coi capelli rossi, aveva la pelle straordinariamente bianca. Bel fisico, abbastanza alta, seno pronunciato, sedere sodo e due occhialini che la rendevano ancora più sexy. Da lontano sembrava una escort o un figone internazionale, ma da vicino rivelava un particolare sconcertante: aveva i denti scomposti! Per carità, erano bianchi, ma erano sistemati male sulle gengive e tendevano un pochino all'indietro.
Voi penserete: "Ma va a caghèr, sat fe' di scherrt acse'... (Ma va a cagare, se fai degli scarti così...), e avete ragione. Però ognuno di noi è attratto da chi è privo dei difetti che riteniamo di avere. Io ho i denti sani e vado raramente dal dentista, ma sono larghi ed hanno lo "spacchetto" fra gli incisivi superiori. Comunque tranquilli, non ho fatto scarti. Ero così depresso ed in bolletta che mi sarei scopato pure Vanna Marchi!
Ci incrociavamo spesso e parlavamo sempre della nostra sfiga. Quella sera avremmo parlato anche della sua figa!
Eravamo sul divano di casa sua, davanti a noi una bottiglia di lambrusco appena svuotata. In fondo, il trucco era semplice: bastava evitare di guardarle i denti! Ho chiuso gli occhi e le ho dato un tot di morbidi bacini intorno alle labbra. Kety sembrava gradire, allora, come insegna il "Manuale del vitellone romagnolo", ho penetrato a scatti la sua bocca con la mia lingua ed ho concluso con un lunghissimo e passionale slinguazzamento ciucciàto. Mi sono insinuato sotto la gonna e le mutandine e le ho titillato il clitoride. Poi le ho tolto tutti i vestiti ed ho fatto altrettanto coi miei (fatta eccezione per i calzini e la canottiera, che mamma si raccomandava sempre...). L' ho fatta mettere in piedi e, quando ho ammirato il suo corpo nudo, il mio uccello si è esibito spudoratamente nell'"alza bandiera" italiano facendola sorridere con malizia.
Oltre alla già citata pelle bianchissima, mostrava due belle tettone con capezzoli dilatati e, manco a dirlo, rossi. No, non beige o marroni... proprio rossi! I peli sopra la passera erano molto folti ed avevano lo stesso colore dei capelli.
Ho ricominciato a slinguazzarla in bocca (evitando di...) e l'ho palpata ed accarezzata dappertutto. Con la lingua, sono sceso sul collo e sulle mammellone, le ho succhiato forte i capezzoli fino a farli diventare dritti come due filtri di sigaretta. Poi l'ho spinta delicatamente sul divano, le ho allargato le cosce e le ho leccate fino ad arrivare alla vulva già abbondantemente unta. Ho aperto lle grandi e le piccole labbra direttamente con la lingua e stavo per puntare sul clitoride quando... cazzo, la sua figa faceva puzza... una puzza incredibile!
CONTINUA

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