• Pubblicata il:
  • Autore: SANDRINO SEGA
  • Categoria: Racconti mature
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IL CULO DI DIRCE – terza puntata -

Quando il cazzo è diventato rigido come il gesso, l'ho tirato fuori e ho detto:
- Ti scoperò ovunque potrò, ma vorrei tanto cominciare con il tuo meraviglioso e illibato culone...
Eccitatissima e disponibile, lei ha risposto:
- Come vuoi, ma prima ungimi a dovere e non far male a questa povera vecchia...
L'ho accompagnata in camera da letto e ho preso un tubetto di Pasta di Fissan dal bagno. Dirce si era già messa a quattro zampe e ondeggiava il suo splendido e abbondante lato B nell'aria. Ho verificato l'altezza dell'ano rispetto al cazzo con me in piedi. Perfetto! Ancora prima di spalmare la crema, non ho potuto fare a meno di leccarlo e leccarlo ancora. Lei sospirava e io allargavo le natiche cercando di inserire almeno la punta della lingua. All'improvviso a cominciato a tremare ed è venuta! Sono rimasto sorpreso: non mi aspettavo che una donna potesse godere solo leccandole il culo!
Ho subito usato le dita e la pomata per dilatare e aprire l'orefizio, mentre lei gemendo mi chiedeva di incularla.
- Mettilo dentro... per favore... scopami nel culo!
Era ancora così eccitata che la fica colava sul lenzuolo. Così ho finalmente puntato il mio cazzo, di nuovo turgido di fronte a quelle immagini, e l'ho spinto pian piano dentro a quel buco d'amore. Quando sono arrivato al capolinea, ho iniziato a pomparla con dolcezza, poi con forza, e alla fine con lussuria. Dirce era lì, nuda e porca, che godeva di quel sesso mai provato fino ad allora e io la stantuffavo digrignando i denti per il piacere supremo. Dopo 10 minuti le ho schizzato in culo qualche anno di sborra repressa e mi sono sfilato.
Appagati e felici, ci siamo sdraiati sporcando definitivamente tutte le lenzuola. Erano già le 19 e mia moglie sarebbe presto rincasata. A malincuore abbiamo rimandato il secondo tempo al giorno seguente e, per giustificare il lavaggio delle lenzuola, le abbiamo tolte e io c'ho versato sopra la bottiglia di birra quasi piena per poi metterle in lavatrice. Ci siamo baciati e lei è uscita in fretta.
Quando sono rientrati mia moglie e i bambini, ero già vestito.
- Scusa tesoro, mentre riposavo sul letto ho rovesciato della birra e ho messo le lenzuola in lavatrice... mi perdoni?
Da allora, ogni volta che possiamo io e Dirce ci incontriamo nel suo appartamento. E' più sicuro e comunque, nel caso qualcuno mi noti, porto sempre con me la valigetta degli attrezzi per far finta di aiutarla in una riparazione domestica.

FINE

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